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25 Febbraio 2026Conservanti alimentari: nuovi studi accendono l’allarme su salute e rischi
Due ampie ricerche francesi collegano un consumo elevato di conservanti a un aumento del rischio di cancro e diabete di tipo 2. I risultati, pubblicati su riviste scientifiche internazionali, aprono nuovi interrogativi sull’alimentazione industriale.
Un maggiore consumo di conservanti alimentari, largamente impiegati nei prodotti industriali, è associato a un aumento del rischio di cancro e diabete di tipo 2. È quanto emerge da due studi condotti in Francia dall’Inserm di Parigi, che hanno coinvolto oltre 100.000 adulti e sono stati pubblicati sul British Medical Journal e su Nature Communications. Si tratta delle prime ricerche al mondo ad aver analizzato in modo sistematico il legame tra l’assunzione di conservanti e l’incidenza di queste patologie croniche.
Che cosa sono i conservanti e dove si trovano
I conservanti si dividono in due grandi categorie: quelli non antiossidanti e quelli antiossidanti. Sulle etichette alimentari sono indicati con i codici europei che vanno da E200 a E299 per i conservanti in senso stretto e da E300 a E399 per gli additivi antiossidanti. Sono ampiamente utilizzati per prolungare la durata dei prodotti, migliorare la stabilità e prevenire alterazioni, soprattutto in alimenti e bevande ultra-processati.
Lo studio: dati raccolti su oltre dieci anni
Lo studio, diretto da Mathilde Touvier, si basa su una vasta raccolta di dati effettuata tra il 2009 e il 2023. I ricercatori hanno analizzato informazioni dettagliate sulle abitudini alimentari dei partecipanti, includendo nomi e marche dei prodotti consumati, per stimare con precisione l’esposizione ai conservanti. Durante il periodo di osservazione, 4.226 persone su 105.260 hanno ricevuto una diagnosi di cancro, con una particolare incidenza di tumori al seno, alla prostata e al colon-retto.
Conservanti e rischio di cancro: le sostanze più critiche
I risultati mostrano che il consumo totale di conservanti è associato a un aumento dell’incidenza di cancro, in particolare di quello al seno. Alcune sostanze emergono come particolarmente problematiche: i sorbati sono legati a un incremento del 14% del rischio complessivo di cancro e del 26% di quello al seno; i solfiti a un aumento del 12%. Tra i singoli composti, il metabisolfito di potassio, il nitrito di sodio e il nitrato di potassio risultano associati a un rischio maggiore di specifiche forme tumorali, così come gli acetati e l’acido acetico.
Il legame con il diabete di tipo 2
Il secondo studio ha evidenziato un’associazione significativa anche con il diabete di tipo 2. Un consumo più elevato di conservanti in generale è correlato a un aumento del rischio del 47%, che sale al 49% per i conservanti non antiossidanti e al 40% per gli additivi antiossidanti. Dati che rafforzano l’ipotesi di un impatto metabolico negativo legato a queste sostanze.
Un primo passo verso nuove raccomandazioni
Secondo Mathilde Touvier, i risultati sono coerenti con precedenti dati sperimentali che suggerivano effetti nocivi di molti conservanti. Pur non dimostrando un rapporto di causa-effetto diretto, questi studi rappresentano un primo passo fondamentale per comprendere meglio il ruolo degli additivi alimentari nella salute pubblica e potrebbero aprire la strada a future raccomandazioni nutrizionali e regolatorie.
Fonte: HelpConsumatori



