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10 Febbraio 2026Verso il Safer Internet Day, si discute sul rapporto fra social network e minori con la proposta fissare limiti di età per l’accesso ai social network. Cittadinanzattiva chiede un maggiore impegno delle istituzioni per tutelare la salute psicofisica dei più giovani nell’accesso alla rete e alle piattaforme social
Integrare l’educazione all’uso corretto dei social network nell’educazione civica scolastica. È la proposta che arriva da Cittadinanzattiva in occasione del Safer Internet Day. L’associazione si inserisce così in un dibattito, quanto mai articolato, che riguarda il rapporto fra social network e minori.
Da più parti in Europa si sta cercando di intervenire sull’uso dei social network da parte dei giovani prevedendo un’età minima per l’accesso ai social media, fissata a 15 o 16 anni a seconda dei casi. Il Parlamento europeo, lo scorso novembre, ha approvato una risoluzione non vincolante in cui esprime “forti preoccupazioni per la salute fisica e mentale dei minori online”. I deputati hanno proposto di fissare a 16 anni il limite minimo di età nell’Ue per accedere a social media, piattaforme per la condivisione di video e compagni virtuali basati sull’intelligenza artificiale, lasciando aperta la possibilità ai minori tra i 13 e i 16 anni di accedervi su autorizzazione dei genitori. In Italia una proposta di legge della Lega vuole vietare l’uso dei social network ai minori di 15 anni e consentirlo solo con il consenso “verificabile” dei genitori per gli over 15.
Giovani, social e salute
Intanto domani ricorre il Safer Internet Day 2026, la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea. L’obiettivo dell’iniziativa è quella di far riflettere i giovani non solo sull’uso consapevole della rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di Internet come luogo positivo e sicuro.
Cittadinanzattiva chiede allora un maggiore impegno delle istituzioni per tutelare la salute psicofisica dei più giovani nell’accesso alla rete e alle piattaforme social. Il ddl che prevede di innalzare a 15 anni il limite di età per accedere ai social network, commenta l’associazione, “è sicuramente un importante punto di partenza, ma occorre prevedere misure ulteriori per tutelare la salute psicofisica dei più giovani, a partire ad esempio dalla necessità di limitare la produzione di contenuti che vedano protagonisti direttamente ragazzi e ragazze, spesso coinvolti sin da piccoli nel fenomeno cosiddetto dei “baby influencer” e dello “sharenting”.
Nel dibattito in corso risulta dunque centrale, o almeno così dovrebbe, il tema dell’educazione digitale e al corretto uso dei social. E la promozione di una cittadinanza digitale consapevole anche fra i giovani e i giovanissimi.
«Innalzare l’età di accesso ai social network potrebbe essere percepito dai più giovani come una misura restrittiva, se non accompagnata da un’azione capillare di formazione ed informazione sull’uso corretto dei social media, a partire dalle scuole – dichiara Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva – Per questo, a distanza di un anno dall’interrogazione parlamentare (numero 3-01718) da noi sollecitata, torniamo a chiedere al Ministero dell’Istruzione e del Merito di intervenire nella premessa della legge n.92/2019 istitutiva dell’educazione civica, integrandola con l’inserimento dell’educazione all’uso corretto dei social network, e istituendo – come previsto dalla stessa legge – la Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell’adolescente digitale».
Fonte: Help Consumatori



