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24 Marzo 2026Intelligenza artificiale, Parlamento europeo: via libera al rinvio dell’AI Act
Dal Parlamento europeo arriva un primo via libera al rinvio di alcune norme dell’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale, fra cui quelle relative ai sistemi ad alto rischio. Gli eurodeputati chiedono poi il divieto dei sistemi di “nudificazione” che generano deepfake sessuali
C’è un primo via libera del Parlamento europeo al divieto di deepfake sessuali e al rinvio di alcune norme dell’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale. Nell’ambito della revisione dell’AI Act, ieri le Commissioni Mercato interno e Libertà civili hanno adottato la loro posizione congiunta su una proposta di semplificazione (“omnibus”) della legge sull’intelligenza artificiale con 101 voti a favore, 9 contrari e 8 astensioni. Oltre a un rinvio per le norme sui sistemi ad alto rischio, i deputati propongono il divieto dei sistemi di “nudificazione” basati sull’intelligenza artificiale, quelle app che “spogliano” le persone senza il loro consenso.
I sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio
I deputati sostengono dunque il rinvio dell’attivazione di alcune norme sui sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, perché “gli standard chiave potrebbero non essere definiti entro l’attuale scadenza del 2 agosto 2026”.
I deputati propongono dunque di posticipare l’entrata in vigore di alcune norme. Per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio specificamente elencati nel regolamento (compresi quelli che coinvolgono la biometria e utilizzati in infrastrutture critiche, istruzione, occupazione, servizi essenziali, forze dell’ordine, giustizia o gestione delle frontiere), i deputati propongono il 2 dicembre 2027.
Per i sistemi coperti invece da altre normative europee sulla sicurezza e sorveglianza del mercato, la data proposta è il 2 agosto 2028.
Gli eurodeputati sono inoltre favorevoli a dare più tempo alle aziende per conformarsi alle norme sull’apposizione di watermark, i segnali o etichette che indicano quando un contenuto audio, immagini, video o testo è stato creato dall’intelligenza artificiale. Suggeriscono di dare tempo fino al 2 novembre 2026 (proroga più breve rispetto al 2 febbraio 2027 proposto dalla Commissione).
Misure di semplificazione
Sono inoltre proposte misure di semplificazione e flessibilità per le aziende e le piccole e medie imprese. Per evitare sovrapposizioni fra le norme sulla sicurezza dei prodotti e l’AI Act, i deputati ad esempio propongono di rendere meno stringenti gli obblighi previsti dalla legge sull’intelligenza artificiale per i prodotti già regolamentati da leggi settoriali, come dispositivi medici, apparecchiature radio, sicurezza dei giocattoli. La Commissione dovrebbe colmare queste lacune aggiornando di conseguenza tali norme.
Ha detto la correlatrice della commissione Mercato interno e tutela dei consumatori, Arba Kokalari (PPE, SE): “Vogliamo norme prevedibili, immediate e semplificate che eliminino le sovrapposizioni con la legislazione settoriale e riducano la frammentazione tra gli Stati membri. Le aziende ora hanno bisogno di chiarezza sul fatto che siano ad alto rischio o meno. Se l’Europa vuole essere competitiva, dobbiamo aumentare gli investimenti e semplificare l’uso dell’IA, non penalizzare le aziende che introducono funzionalità innovative di IA in prodotti sicuri”.
Divieto di sistemi AI che spogliano le persone
Il Parlamento si muove poi verso il divieto dei sistemi di “nudificazione” che usano l’intelligenza artificiale per creare o manipolare immagini sessualmente esplicite o intime che assomigliano a una persona reale identificabile, senza il consenso di quest’ultima. Il divieto, spiega una nota, “non si applicherebbe ai sistemi di intelligenza artificiale dotati di efficaci misure di sicurezza che impediscano agli utenti di creare tali immagini”.
È un tema che si è imposto all’attenzione già all’inizio dell’anno, con i deepfake sessuali generati per un certo tempo da Grok. Ma il problema è evidentemente più esteso. Il correlatore della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, Michael McNamara (Renew, IE) si è dichiarato lieto del compromesso raggiunto e che questo “includa una proposta per vietare le cosiddette app di nudità, cosa che credo i nostri cittadini si aspettino dai colegislatori“.
Una volta che il mandato del Parlamento sarà approvato in plenaria – la votazione è prevista per il 26 marzo – potranno iniziare i negoziati con il Consiglio.
Fonte: Help Consumatori



